terça-feira, 21 de março de 2006

Música (IV)

Lembrar Massimo Morsello (10/11/1958 - 10/03/2001), no mês da sua morte, com o imortal “Canti Assassini” de 1981.



Canti assassini (II)

Entrammo nella vita dalla porta sbagliata in un tempo vigliacco,
con la faccia sudata,
ci sentimmo chiamare sempre più forte,
ci sentimmo morire,
ma non era la morte
E la vita ridendo ci prese per mano,
ci levò le catene per portarci lontano,
ma sentendo parlare di donne e di vino,
di un amore bastardo che ammazzava un bambino e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche vuote e di orecchie affamate
Pregammo la vita di non farci morire,
se non c'era un tramonto da poter ricordare,
e il tramonto già c'era era notte da un pezzo,
ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo,
ma sentendo parlare di una donna allo specchio,
di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio,
e di un vecchio ricordo di vent'anni passati,
di occasioni mancate e di treni perduti,
e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada,
difendemmo l'onore col sorriso e la spada
Scordammo la casa, e il suo caldo com'era,
per il caldo più freddo di una fredda galera,
e uccidemmo la noia annoiando la morte
e vincemmo soltanto cantando più forte
E ora siamo lontani, siamo tutti vicini,
e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
E ora siamo lontani, siamo tutti vicini,
e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini

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